Viaggio nell’ecosistema acquatico di un centro commerciale

A scanso di equivoci e pregiudizi, preciso che non ho assolutamente niente contro i centri commerciali e che li trovo molto utili per rendersi conto dell’umanità che ci circonda, della loro varietà e della loro complessità.

centro commerciale

Per me andare al centro commerciale diventa come mettersi davanti a un grandissimo acquario e rimanere a fissare i pesci. Oddio, forse più che come trastullarsi davanti a un acquario, sarebbe meglio dire che andare al centro commerciale è come fare snorkeling: sei nello stesso ambiente degli esemplari che vorresti studiare, nuoti nella loro stessa acqua, ma rimani sempre sulla soglia di galleggiamento, così non rischi di incagliarti o farti risucchiare.

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Esemplari primari

Ad ogni modo, ieri pomeriggio sono stato al centro commerciale. Era da tanto tempo che non ci andavo, per cui ci ho messo un po’ ad abituarmi allo spettacolo del suo ecosistema. Tuttavia non ci è voluto molto prima che  iniziassero a palesarsi i primi esemplari degni di nota, che vado di seguito ad elencarvi:

  • Classico esemplare di marito abbandonato sulla panchina, mentre la moglie fa shopping di negozio e negozio;
  • Onnipresente esemplare di manzo in cerca di topa;
  • Immancabile esemplare di trucido;
  • Sbarbati esemplari di adolescenti alternativi che boicottano il sistema e vanno al centro commerciale per schifare le persone che vanno al centro commerciale;
  • Intramontabile esemplare di homo tronista defilipporum;
  • Disperato esemplare di padre con bambini che non trova più sua moglie;
  • Tenero esemplare homo smarritus;
  • Frenetico esemplare di DonnaCheVaDiFrettaSennòChiudeTutto;
  • Scettico esemplare di DonnaCheCamminaControllandpLoScontrino;
  • Polemico esemplare di DonnaChePolemizzaSuTuttoMentreIlMaritoSiGuardaIntornoInCercaDiUnaViaDiFuga con annesso esemplare di FiglioInsofferenteCheVorrebbeStrozzareLaMadre.

A questo punto, non potete non leggere: Alieni, maiali e cazzari

Esemplari secondari

Ci sono, poi, anche una serie poco definita di esemplari che appaiono e scompaiono. Sono esemplari che attraversano l’ecosistema di ogni centro commerciale con la discrezione tipica dell’indifferenza – ignorati da tutti, sottovalutati, praticamente invisibili. E sono questi:

  • Quello che non sa;
  • Quello che non vede;
  • Quello che forse sì e forse no;
  • Quello che boh.

Sono gli esemplari più pericolosi, gli unici in grado di mandare in tilt tutto il meccanismo di sopravvivenza del centro commerciale. Come minuscoli granelli in un ingranaggio perfetto, possono far sballare tutto: creare file interminabili alle casse, urtare carrelli e persone e far rovesciare di tutto, monopolizzare ogni addetto alle vendite, aggirarsi come zombie in preda a una labirintite esistenziale e interrompere le rotte automatizzate del 94% degli altri esemplari…

Consiglio di leggere anche (Arche)tipi da Chiesa, per rendersi conto di come anche le chiese abbiano un loro particolare ecosistema.

Il parassita

E poi c’è n’è sempre un altro, di esemplare tipico. Forse proprio quello più fastidioso e deprecabile. Il parassita che non potrebbe sopravvivere se l’intero ecosistema dovesse collassare: lo snobissimo esemplare che va al centro commerciale e si diverte a guardare e studiare chi passa e a trovare un modo per percularli sul web.

Pensateci bene, la prossima volta che andate in un centro commerciale. E vedrete che la vostra esperienza diventerà sicuramente molto più sensata e rivelatoria.


Mattia Albani

Autore. Digital Content Editor, Scrittore, Sturm und Drang.
Aiuto aziende e privati a promuovere e migliorare la propria immagine sui social, creo contenuti per il web e scrivo. In pratica cazzeggio tutto il giorno davanti al PC. E di nascosto mi diverto a spiare l’ipocrisia e le pose da finti Gatsby di molti comunicatori digitali.

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